Rancana e la sua vecchia scuola

 

 

Costacciaro - A Ràncana, piccola frazione del comune di Costacciaro, sorsero, nel '900, ben due edifici scolastici, nei quali si poteva frequentare sino alla terza classe elementare. Il plesso originario si presentava relativamente grande e di aspetto gradevole, tutto realizzato, com'era, in pietra arenaria perfettamente acconcia. Esso era stato materialmente costruito, ed a loro spese (intorno, pare, al 1927 dagli stessi abitanti della frazione, su di un terreno in collina (donato da uno degli abitanti), che, dall'edificio scolastico stesso, avrebbe, successivamente, mutuato il nome di "Poggio de la Scola: La sede scolastica era ubicata dove oggi sorge la moderna chiesa della Madonna della Neve. Nella parte superiore dell'edificio scolastico, esisteva l'appartamento per l'insegnante, al quale si accedeva tramite una bella scala esterna, ingentilita da grandi vasi. Sulla facciata, soprastante la porta d'ingresso, campeggiava una lapide, sulla quale stava scritto "scuola elementare", ed altro. La lastra ricordava, infatti, tutti coloro che avevano lavorato alla costruzione dell'edificio. Questa (od un'altra) lapide sembra commemorasse, al contempo, i rancanesi caduti nella Grande Guerra del 1915-1918. La scuola era esternamente chiusa da una semplicissima recinzione, mentre il "Poggio de la Scola" conservava ancora, pressoché inalterato, il naturale aspetto primitivo di collina ricoperta da querce. In epoca fascista, prima di entrare a scuola, la maestra leggeva, con voce stentorea, la lista alfabetica dei caduti in guerra ai ragazzi, i quali, facendo il saluto, ad ogni nome scandito, dovevano rispondere, a gran voce: "Presente!". Del non più esistente edificio, possediamo un'immagine, che è stata lodevolmente recuperata dal cancelliere vescovile della diocesi di Gubbio, d'origine rancanese, don Ubaldo Braccini. La storia di questo edificio ci racconta di un'epoca lontana e vicina al tempo stesso, in cui la gente partecipava con passione alle cose pubbliche di in paese ed alla loro edificazione, in questo caso nel senso vero della parola. Ma anche del desiderio degli abitanti di Rancana di dare ai loro figli l'istruzione di base.

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