L'inarrestabile ascesa di Bonaventura Fauni

 

 

Costacciaro - L’elenco dei costacciaroli illustri, che nel corso dei secoli sono diventati famosi ben oltre i confini locali, sembra non avere mai fine. Uno di questi è Bonaventura Fauni, la cui storia è almeno in parte legata ai della Rovere, che dalle nostre parti hanno sempre avuto grande importanza. Bonaventura Fauni nasce a Costacciaro nel 1496. Non ha un cognome proprio. Quello che porterà, per tutta la vita, lo mutua, "ex sorore", dalla forma cognominale Fauni, che contraddistingueva la famiglia del marito della sorella maggiore, Gabriella, un modesto signorotto locale di nome Mariotto Fauni. Entra in religione, forse a dodici anni, e riceve la prima formazione presso la scuola dei minori conventuali di Costacciaro. È padre provinciale, prima, e, poi, quarantanovesimo ministro generale dei minori conventuali, alla qual carica è eletto, ad Ancona, nell'anno 1543. Di carattere, è estremamente coraggioso ("vir intrepidus", è definito negli scritti), risoluto, intelligente, dottissimo, abile, diplomatico. Predica, quasi di anno in anno, instancabilmente, e quasi freneticamente, in moltissime, importanti città italiane, acquisendo grande fama. Insegna in molti "Studia generalia" (accademici), nei, quali è "lettore" ('colui che impartisce le lezioni'), tra questi Padova. È a Venezia nella splendida "domus" francescana dei "Frari" ('i Frati Francescani'). È stimatissimo consigliere ed agente di Guidubaldo II della Rovere. Il suo incarico viene definito "splendidissima legatio. Rinuncia, per un certo tempo, alla dignità episcopale, pur di compiacere il duca d'Urbino. E, per nove anni, vescovo di Aqui: lo elegge papa Paolo III, pontefice che lo tiene in alta stima. A cinquant'anni è "Voce in Capitolo" al Concilio di Trento, dove è conosciuto con il nome di "il Costacciaro", o "i1 Costacciario", e per il quale scrive le "Constitutiones Reverendiss. Patris et Domini Magistri Bonaventure [sic]Costacciarii totius Ordinis Min. Con. Generalis ab omnibus fratribus suis inviolabiliter observandae, Spoleti 1544". Chiamato, all'inizio, semplicemente Bonaventura Fauni (o, ben più raramente, Faoni), riceve il cognome onorifico di "Pio" dal cardinale Rodolfo Pio di Carpi e sceglie come animale araldico, per il proprio stemma gentilizio, l'ermellino, simbolo d'immacolata purezza, un ermellino spesso, però, rappresentato in "atteggiamento" rampante. La sigla del vescovo francescano è Fbp, vale a dire Frater Bonaventura Pius, spesso seguita da un'abbreviazione che ne specifica la dignità episcopale di vescovo di Aqui. Muore, a Gubbio, nel 1562, a 66 anni d'età, presso il locale convento francescano, dove si era fatto costruire una stanza degna della sua grandezza (vi conservava ben trecento volumi!).

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