sabato 2 settembre 2006

Uno "scotano" di dimensioni rare alla Gola del Sasso

Importante scoperta botanica

E' un albero

 di cui si parla

 in documenti

d'archivio

del XIII secolo

Costacciaro - Lungo il suggestivo fianco meridionale del Monte di San Girolamo di Gubbio, caratterizzato da flora di tipo spiccatamente mediterraneo (terebinto, leccio, fillirea, ecc.), è stato recentemente scoperto uno splendido esemplare arborescente di scòtano (Cotinus coggygria Scop.), dalla magnifica corteccia, screpolata "a pelle di serpente". L’albero, assai ramificato, misura sei metri, circa, d'altezza, per una circonferenza prossima ai cinquanta centimetri. Mai, prima d'ora, era stata segnalata in loco un'essenza vegetale di dimensioni così gracidi per la sua specie. Lo scotano è un grazioso arbusto della famiglia delle Anacardiaceae, talora disteso a terra, o, al più, alberelli eretto, che vegeta lungo i più assolati pendii rocciosi del nostro Appennino (e Preappennino) umbro‑marchigiano. Splendide sono le sue piumose fioriture e, ancor più suggestivo, il suo aspetto autunnale, caratterizzato dalle sgargianti fronde di colore aranciato o rossastro. Al tempo in cui priore del famoso monastero camaldolese di Fonte Avellana era Sant'Albertino da Montone, oggi specialmente invocato per la guarigione dall'ernia, vi erano persone incaricate, dagli stessi monaci avellaniti, di raccogliere, sulle proprietà del medesimo ente monastico, l'arbusto dello Scotano, intensamente impiegato, perché ricco di tannino e trementina, nella concia delle pelli e del cuoio. La pratica della raccolta di tale pianta è, infatti attestata da un documento d'archivioparte delle cosiddette "Carte di Fonte Avellana", datato 31 luglio 1268 e stilato nel castello di Campietro, non lungi dall'odierna Serra Sant'Abbondio. Si tratta di una promessa fatta da un tal Deutesalve Ubaldoli, il quale, dichiarando di aver già raccolto lo Scotano e fatto la legna nelle montagne di proprietà dei citati monaci benedettini, giura di consegnare al priore del cenobio, Albertinus, ed al suo sindaco, Pulcinus, "la terza parte di tutto lo Scotano battuto", di salvaguardare le suddette zone di montagna, di cessare l'attività immediatamente dopo che il priore glielo avrà espressamente ordinato e di rifondere gli eventuali danni cagionati e le spese potenzialmente sostenute. Nello stesso giorno, anche Jacopucius Lucaroni dichiara e promette la stessa cosa di Deutesalve Ubaldoli al sindaco di Fonte Avellana Pulcinus.

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