Costacciaro ECCO tutti i ritrovamenti effettuati sul territorio

Una mappa dei reperti archeologici

 

 

Costacciaro - A quel periodo della preistoria che è denominato Musteriano vanno riferiti taluni utensìli lìtici, in prevalenza selci grossolanamente scheggiate, scoperti, in maniera casuale, sulla superficie di alcuni campi, in località Frossinéta di Villa Col de' Canali. Alla protostoria, e, più precisamente, all'Età del Bronzo, il cui inizio data, convenzionalmente, nell'Italia peninsulare, dal 2300 a.C., potrebbero, poi, essere fatti risalire taluni frammenti d'impasto grossolano (composti di fango pressato, ed impastato con paglia, e frammenti vegetali vari), riconosciuti appartenere, con buona probabilità, alla tipologia del "fondo di capanna". Alcuni frantumi di tegole, provenienti dal Monte la Croce, sovrastante l'abitato di Pie' la Rocca, portate, a suo tempo, in visione alla Soprintendente ai beni archeologici dell'Umbria, Laura Bonomi Ponzi, furono; da questa, giudicate come "di possibile origine italica", ossia preromana. Reperti archeologici riferibili ad epoca romana, come laterizi vari, frammenti di tegole, orci, doli e così via, si rinvengono frequentemente a valle dell'abitato, specie in località Le Brecce e Le Ghièe (dal latino glarea(m) 'ghiaia'), testimoniando probabilmente l'esistenza, in tale epoca, di insediamenti edilizi rurali come villae, ecc. Nella zona delle Ghièe doveva esistere una fornace di mattoni, o di laterizi in genere, vista la grandissima quantità di tali materiali da costruzione che vi si reperiscono. Alcune sepolture, poi, paiono anch'esse riferibili a quest'epoca, per l'essere state disposte lungo la via Flaminia (era, questo, un uso tipico dei Romani). Tali "tombe" si rinvennero tra l'abitazione di Giammaria Bucciarelli ed il contiguo asilo infantile. Due sepolture, forse attribuibili ad una popolazione germanica, come i Langobardi, furono, infine, scoperte, nell'ottobre del 1984, all'interno di una cava di breccia abbandonata, in località I Martinelli, a circa 500 metri in linea d'aria dalla Flaminia. Queste antiche inumazioni furono subito esplorate dalla Soprintendenza archeologica per l'Umbria, che le datò al VI‑VII secolo d.C. Esse erano assimilabili, quanto alla forma, a quelle, langobarde, della necropoli scoperta, nel comune di Nocera Umbra, in località Pettinara.

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Erano segnalate nel periodo medievale

Villa Col de Canali, 3 chiese

COSTACCIARO ‑ Durante il Medioevo, nel territorio di Villa Col de' Canali dovevano esistere ben tre chiese. La prima, l'antica Sant'Apollinare, dedicata anche alla Vergine Maria, sorgeva in località Valbonósa, o Le Madonne, ed era di competenza della parrocchia di San Marco Evangelista di Costacciaro. La nuova chiesa di Villa, sorta, nel '700, sull'altura del "Capetello", ereditò il titolo, nonché tutti i diritti e le obbligazioni di quella primitiva. La seconda, "S. Giovanni di Pie' de Rocca e Villa Col de' Canali", il cui primo documento d'archivio è datato A.D. 1340, doveva elevarsi lungo l'antica via Flaminia, oggi "via Vecchia", e situarsi, più o meno, nella zona sottostante al bivio per l'abitato di Pie' la Rocca. Così, almeno, attesta una carta geografica del XVI secolo. Tale chiesa andò in rovina nel 1857.La terza chiesa era ubicata in località Poggio de Sant'Andrea e, appunto, consacrata all'apostolo Andrea. Nei documenti, la chiesa è alternativamente denominata col titolo di "S. Andrea di Venara", o "S. Andrea di Villa Col de' Canali". Nel corso d'una visita canonica, che ebbe luogo nell'anno 1577, il Vescovo eugubino dell'epoca, monsignor Mariano Savelli, ordinò all'allora rettore della chiesa, don Paolo Billi, di far dipingere un quadro in onore di Sant'Andreà. Crollata la chiesa nel 1828, la bella tela fu probabilmente trasferita nella parrocchiale di San Marco di Costacciaro, dove a "Sant'Andrea di Villa Col de' Canali" fu dedicato un altare. II bel dipinto, di grandi dimensioni, si conserva ora nella canonica di Costacciaro.

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